“ Il Mare, le Barche, la Balena, le Colombe, i Gabbiani, i suoi fiori ( trencadís, in memoria di Sabrina Casadei) ”


la maestra della Scuola Primaria Diego Fabbri

Ciò che ho realizzato, (su commissione dell’Associazione dei Genitori, presieduta dalla Dott.ssa Veronica Zanetti, della Dirigente scolastica, Dott.ssa Giuliana Marsico, delle Maestre e dal Comune di Forlì), è un mosaico trencadís inteso a decorare la grande scalinata d’accesso e la facciata principale della Scuola Primaria, Diego Fabbri di Forlì.

Il Progetto è  nato con l’intento di dare memoria alla Maestra Sabrina Casadei, la quale, insieme alle sue colleghe, fra le quali, inseparabile collega, Virginia Corsini e ai loro alunni, avevano realizzato diverse formelle ceramiche, a tema floreale, senza destinazione precisa, ma che adesso fanno parte integrante di questo intervento decorativo. 

L’Opera è un invito a riconsiderare gli aspetti educativi dell’arte e della bellezza, capaci di riconsegnare un’anima a certi luoghi, facendoli rinascere e rendendoli significativi per il vivere civile. Abbellire la facciata d’ingresso della scuola, ha significato per me, creare un “attraversamento magico”, capace di infondere stupore, meraviglia, gioia, magia, piacere, nei confronti dei bambini, frequentatori della scuola, cui l’opera è ubicata…

Insomma tutto ciò è basilare per un buon apprendimento, poichè l’arte ed il bello servono a mantenere allenata l’immaginazione.

Ho qui voluto creare un’immagine fiabesca: la scalinata d’ingresso alla scuola, inizialmente “insignificante” è  diventa un mare pieno di onde nel quale compare una balena che si tuffa per esplorare gli abissi ( a simboleggiare la conoscenza)

La facciata della scuola (ringhiera compresa), si è animata di un tripudio di elementi d’aria, d’acqua, di terra e di fuoco, al fine di ricreare un’atmosfera, ludica, simbolica, onirica. Insomma forme che si richiamano al tema degli elementi della creazione e al viaggio.

Ho eseguito questa opera utilizzando la tecnica del mosaico trencadís, termine catalano che significa “frantumato” e che prevede l’utilizzo di frammenti di maioliche, vetri e oggetti vari, al fine di ricreare, una decorazione multiforme e colorata, ricca di differenti riflessi. In molti casi, le “tessere” utilizzate, sono parti di materiali di recupero,  volutamente  sottratti alla dispersione nell’ambiente  e alle discariche.

Un altro aspetto molto importante, è stato quello di fare partecipare attivamente gli alunni  della scuola stessa, i quali coadiuvati dalle loro insegnati, sono stati resi protagonisti della realizzazione dell’opera, arricchita dai piccoli oggetti, che i bambini hanno portato anche da casa: bigiotterie, bomboniere, gadget, conchiglie…

Forme che adesso contengono suggestioni, sentimenti,  ricordi, così che ognuno di loro, si possa sentire testimone di un’azione artistica partecipata, di cittadinanza attiva, volta al bello, alla cura e al pubblico decoro di un luogo, nei confronti del quale hanno contribuito a dare identità.

Hanno partecipato alla realizzazione dell’Opera, non solo gli scolari  della Diego Fabbri, ma alcune persone, amici, cittadini, che hanno voluto saperne di più di questa tecnica, partecipando attivamente sul campo e che sono risultati indispensabili per consentirmi di portare a termine questa Opera”: Mario La Piano, Massimo Freschi, Sonia Santevecchi, Maria Parisi, Gemma Galassi, Daniela Dangelantonio, Jesica Zannuccoli, Virginia Corsini, Donatella Piolanti, Elisabetta Vallecoccia e Chiara Feliziani, studentesse quest’ultime, arrivate entrambe da Roma per conoscere de visu, questa mia tecnica, che è diventata parte integrante delle loro tesi di laurea.

Ecco per me queste persone, adesso amiche, sono parte integrante di questo trencadís, che brilla anche della loro luce!!!

Ringrazio tantissimo l’amico fotoreporter, Leonardo Michelini, per le tante volte che è passato sul posto, scattando immagini e perciò lasciando viva e vasta testimonianza di quanto abbiamo fatto.

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Chi sono

Luigi Impieri

Luigi Impieri

Artista poliedrico i cui interessi spaziano dalla pittura, alla ceramica, al designer, all’installazione, alla scenografia, alla cura di eventi d'arte e culturali, al trencadís. continua

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