Il Geco che gioca


Mosaico trencadìs, realizzato nel 2019

Questo è un mosaico trencadìs, realizzato nell’estate del 2019, per una abitazione privata, in Calabria. I neo sposi mi hanno commissionato un’opera che avesse come protagonista un geco, rettile che rappresenta un tema a me caro, anche per il fatto che simbolicamente viene associato al cambiamento e alla rigenerazione. Nella cultura aborigena australiana viene associato alla capacità di sopravvivenza, al superamento degli ostacoli della vita, alla adattabilità, senza abbandonarsi mai alle emozioni negative.

Io l’ho immaginato in una chiave surreale, nell’atto di scendere giù dal camino e gironzolare tra i fiori, coi quali si confonde e si mescola, tanto è vero che la sua coda, definita esternamente da una catena di motosega, è attorcigliata intorno alla sua corolla.

Gli elementi materiali che ho usato nel realizzare l’opera mi sono stati donati dai diretti proprietari, che li hanno scelti confrontandosi con le mie esigenze rappresentative, con molta accuratezza, fra cui ceramiche, monete, orologi, piatti, vasi, targhe, bomboniere, etc.

Così dopo avere immagazzinato una buona quantità di piastrelle (che ho rotto casualmente), specchi (che ho tagliato in piccole forme geometriche), oggetti (interi e/o rotti), a cui specie a quest’ultimi, i proprietari hanno dato interesse particolare, in quanto rappresenterebbero non solo dei “souvenir”, ricordi di vari viaggi, ma anche regali e collezioni personali.

Si comprende da qui come ogni oggetto e pezzetto usato, entri in un rapporto simbiotico con i padroni di casa ed è quel che rientra nel mio tipico modo operare: gli oggetti se osservati con attenzione, ci consentono di percepirne l’anima, evidenziata da un’aura “magica”, che comunica sensazioni, memorie, storie e sentimenti. Questo i committenti lo sanno, lo comprendono, l’avvertono e, per questo siedono davanti all’opera per ore a contemplarla, sentendosene appagati.

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